AREA PSICOLOGICA

Psicoterapia ACT

La psicoterapia ACT è una forma di terapia comportamentale e cognitiva, è un fondamentale cambiamento di prospettiva, uno spostamento nel modo in cui viene considerata la propria esperienza personale. Il suo scopo è la promozione della flessibilità psicologica, ossia la capacità di mettere in atto azioni fattibili e più in linea con i valori della propria vita, nonostante il presentarsi di pensieri, emozioni, sensazioni fisiche ed impulsi ad agire che possono creare sofferenza.
I metodi di cui si avvale forniscono nuove modalità per affrontare le difficoltà di natura psicologica e sono pensati, essenzialmente, per migliore la capacità delle persone di riconoscere i contesti, le sensazioni, i pensieri e le emozioni che le spingono e le hanno spinte ad agire comportamenti dalle conseguenze a lungo termine non desiderate.

Mindfulness

Il percorso si articola in un serie di esercizi esperienziali come modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora. In questo approccio si invita il partecipante e gli si insegna a non respingere e a non negare ciò che lo fa soffrire ma a farne motivo di crescita e persino di creatività. Consiste nel proporre un livello introduttivo, iniziale di pratica di meditazione che sia adeguato e adatto a contesti quotidiani, all’esperienza di vita normale che sperimentiamo tutti i giorni.

Psicoterapia individuale

Il trattamento clinico psicologico prevede, attraverso l’applicazione di strumenti specifici, la presa in carico non solo della malattia ma soprattutto del paziente. In quest’ottica, sarà importante la valutazione del ruolo dei fattori psicosociali che influenzano la vulnerabilità individuale, il decorso e l’esito di ogni tipo di malattia. Gli interventi sono mirati non solo alla rimozione della sintomatologia, ma soprattutto ad individuare elementi e fattori di promozione di uno stato di salute e benessere. L’operato in reparto può essere schematizzato sulla base delle seguenti aree di intervento psicologico/psicoterapeutico:

  • PSICOTERAPIA E COLLOQUI CLINICI

  • VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA

  • VALUTAZIONE NEUROCOGNITIVA

Tale intervento sarà personalizzato e strutturato sulla base delle esigenze cliniche /diagnostiche.

Terapia Metacognitiva Interpersonale

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) appartiene all’ultima generazione delle psicoterapie cognitive sviluppate negli ultimi vent’anni. La TMI è nata e si è sviluppata recentemente per adattare i modelli di terapia cognitiva alla cura dei pazienti con disturbi di personalità, che rispondevano meno ai trattamenti psicoterapeutici esistenti all’epoca.

La TMI è un approccio sviluppato principalmente per il trattamento dei disturbi di personalità, ma include una struttura che permette di trattare i disturbi di Asse I correlati (depressione,ansia,disturbi ossessivi,disturbi alimentari, psicosi): mira a migliorare la metacognizione, cioè la capacità di comprendere i pensieri, le emozioni, le cause psicologiche dei propri comportamenti disfunzionali, promuovere e affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li muove ad agire, per promuovere modi di relazionarsi più funzionali attraverso la comprensione degli schemi interpersonali che guidano le azioni.

 

Gruppo discussione

Nasce con l’obiettivo di attivare uno spazio di condivisione ed ascolto attraverso modalità comunicazionali maggiormente funzionali ed assertive che spesso risultano inficiate dallo stato di malessere. L’obiettivo principale è il raggiungimento di un maggior livello di consapevolezza e di adattamento attraverso la ricostituzione di un’organizzazione funzionale delle strutture del Sé intrapsichico. Gli interventi potranno oscillare da un piano supportivo ed uno più epressivo – elaborativo attraverso tecniche della psicoterapia dinamica (riflessione ed elaborazione sul proprio stile di vita e sul mondo relazionale) e della psicoterapia di stampo cognitivo (analisi funzionali su pensieri, emozioni e comportamenti). Verranno effettuate, a partire da attività concrete del quotidiano e da specifiche problematiche relazionali, attività volte al problem-solving ed anche al rinforzo attraverso il gruppo di attività di coping volte al riavvio all’autonomia funzionale attraverso la condivisione tra pari. Gli incontri (a cadenza settimanale) possono essere di tipo speciale/focalizzato (su aree o problematiche particolari), oppure di tipo gruppo analitico (con un focus più ampio).

Terapia dialettico comportamentale (DBT)

La terapia dialettico comportamentale (Dialectical Behavior Therapy – DBT) è un trattamento cognitivo comportamentale ideato da Marsha Linehan, professore di Psicologia Clinica presso la Washington University di Seattle (USA), originariamente sviluppato per soggetti con condotte parasuicidarie o suicidarie e in seguito applicato a soggetti con disturbo di personalità borderline. Consiste in una combinazione di psicoterapia individuale, skills training di gruppo, consultazione (coaching) telefonica e un team di consultazione.

Numerosi studi empirici hanno dimostrato l’efficacia della terapia dialettico comportamentale nel disturbo borderline di personalità, soprattutto nella riduzione degli agiti autolesivi e dei comportamenti suicidari, il ricorso all’ospedalizzazione, l’abbandono delle cure, l’abuso di sostanze e nell’incremento delle abilità psicosociali e di regolazione emotiva.

Psicoeducazione individuale e alla famiglia

Si tratta di un insieme organizzato di interventi basati sulle evidenze scientifiche, che comprendono alcune sedute informative in regime di ricovero. Una parte di esse verte sul disturbo psichico e sulla sua diagnosi, e l’altra sulle modalità di trattamento (psicologiche, psicosociali e farmacologiche), seguite poi da una serie di incontri tesi a fornire alla persona portatrice del disturbo e alla sua famiglia, abilità specifiche per la gestione del disturbo. La Psicoeducazione individuale è indicata per fornire al paziente tutte le informazioni rispetto alla diagnosi psichiatrica, indicazioni rispetto alla sintomatologia o come riconoscere le varie fasi del disturbo oltre che fornire indicazioni sulle tecniche di trattamento.
La Psicoeducazione alla famiglia risulta essere molto utile a ridurre lo stress e il carico familiare che spesso contribuiscono a favorire le ricadute. Lo scopo principale di questo modello è quello di aiutare i componenti della famiglia a conoscere il disturbo, ad individuarne le varie fasi di cambiamento, dare indicazioni sul trattamento e sulla prognosi. E’ inoltre estremamente utile per aiutare la famiglia a comunicare costruttivamente e risolvere insieme i problemi. La grande novità della psicoeducazione è considerare la famiglia come una risorsa per fronteggiare e risolvere i problemi relativi al disturbo.

 

Training cognitivi

Per i pazienti con specifici Deficit Neurocognitivi verranno impostati trattamenti specifici individuali o di gruppo.

Verranno impiegati test standardizzati di valutazione e programmi di riabilitazione delle funzioni cognitive.
Le sessioni si basano sul presupposto che l’esercizio debba essere sempre calibrato sulle difficoltà specifiche di ogni paziente e debba consentire livelli di attività e di complessità crescente.